12/01/2010

Il rapporto di Greenpeace

Dopo Copenaghen prospettive allarmanti

Dopo la tanto attesa (e per molti deludente) conferenza sul clima tenutasi a Copenaghen, ecco un rapporto preparato da Greenpeace che mostra quali conseguenze avrà il mini accordo raggiunto. Uno scenario preoccupante, determinato dai gas serra destinati a soffocare il mondo. Qualora non si agisse in maniera forte per limitare l’aumento del riscaldamento globale, gli esiti principali saranno i seguenti: uragani più intensi, aumento del livello del mare e città costiere sommerse, aumento delle zone deserte, il Polo Nord quasi totalmente sciolto, aumento della popolazione affamata, estinzione di molte specie di flora e fauna.

esempio di terreno colpito da siccità

Ovviamente le conseguenze andranno a colpire direttamente anche la salute degli essere umani, con un dilagare di malattie come dengue e malaria, ma anche con un aumento di siccità e disidratazione che comporterebbe migliaia di morti per diarrea e calore. Una prospettiva sicuramente inquietante: ma che sembra (purtroppo) essere molto realistica.

30/11/2009

Anche la Cina al summit di Copenaghen

La Cina si impegna sul clima

Nonostante le voci contraddittorie circolate nelle scorse settimane sulla presenza (e sull'impegno) di USA e Cina, entrambe le grandi nazioni saranno presenti alla conferenza sul clima di Copenaghen. Dopo l'annuncio del presidente Barack Obama, che ha annunciato la volontà degli Stati Uniti di ridurre progressivamente le emissioni di gas effetto serra (meno 17 % entro il 2020, addirittura un meno 42& entro il 2030), è la volta della Cina.

 

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Il premier Wen si recherà personalmente in Danimarca per dimostrare quanto il governo cinese abbia a cuore il problema ambientale. La promessa cinese è quella di ridurre il proprio carico di emissioni del 40-45 % entro il 2020. Un impegno importante, che i portavoce del governo hanno etichettato come iniziativa volontaria voluta per offrire il proprio contributo agli sforzi globali contro i cambiamenti climatici.

13/11/2009

Problemi in vista per Copenaghen

A rischio gli accordi sul clima

La conferenza mondiale sul clima di Copenaghen si annuncia come teatro di diatribe tra le nazioni. Se l’Unione Europea, a Bruxelles, ha già annunciato un impegno a lungo termine (2020) per un taglio alle emissioni serra del 20%, altre nazioni non sono disposte a fare lo stesso. Manca un accordo unificato, e molti stati non sono propensi ad un impegno importante: la Russia è orientata ad impegni volontari, l’India in cambio vuole aiuti per il trafserimento di tecnologie pulite, Cina e Usa sono una grossa incognita.

 

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Non son buone notizie per il clima e l’energia pulita: notizie più sicure si avranno solo dopo la conferenza di dicembre. E l’ambiente, come al solito, attende.